LA STORIA

La storia della Venerabile Confraternita di Santa Maria degli Angeli affonda le sue radici nella devozione alla Madonna di Carpignano e nella vita religiosa della comunità gallipolina. Un percorso secolare che ha dato origine all’attuale oratorio e custodisce ancora oggi tradizioni, memoria e identità.

IL CULTO DELLA MADONNA DI CARPIGNANO

Le origini dell’oratorio confraternale e della Confraternita omonima sono legate all’altare di Santa Maria di Carpignano, presente nella preesistente chiesa di San Giovanni Battista. Il culto è riconducibile al ritrovamento, nel 1568, di un’immagine bizantina raffigurante la Madonna con Bambino, nella grotta di San Giovanni a Carpignano Salentino, comunemente conosciuta come Madonna della Grotta o Madonna di Carpignano. La devozione legata a questa immagine si diffuse nel territorio, entrando progressivamente nella vita religiosa della comunità e ponendo le basi per la successiva nascita della Confraternita e del suo oratorio.

Dipinto ad olio raffigurante la Vergine con Bambino in Gloria, custodito nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Maiolica presente sulla facciata esterna della chiesa

LA NASCITA DELL'ORATORIO

Nel 1662, nella chiesa di San Giovanni Battista, è attestata l’esistenza di una congregazione intitolata a Santa Maria di Carpignano, della quale è documentata la presenza di Giovanni Fajulo in qualità di Prefetto. Figura di rilievo nella storia del nostro oratorio fu Sebastiano Sandalo, appartenente alla stessa congregazione, al quale si deve l’erezione e il successivo ampliamento dell’oratorio.

Nel 1665 fu così eretto il nuovo oratorio, che non venne però intitolato a Santa Maria di Carpignano, bensì a Santa Maria degli Angeli. Questa nuova intitolazione segnò una tappa fondamentale nella storia della Confraternita, dando forma al luogo di culto che ancora oggi custodisce la fede, la memoria e le tradizioni della comunità.

L'ABITO CONFRATERNALE

I confratelli vestivano un saio bianco con cappuccio dello stesso colore e una mozzetta violacea, sulla quale era dipinta l’immagine della Beata Vergine Maria. Nel 1769 la mozzetta venne sostituita con quella ancora oggi utilizzata, di colore blu marino, divenendo nel tempo uno degli elementi distintivi dell’identità della Confraternita. A sinistra vi è la macchietta della Vergine Assunta in Cielo, a destra invece Sant’Andrea Apostolo.

Nello stesso anno si aggregarono alla Confraternita anche le categorie degli artisti e degli artigiani.

Simulacro della Vergine Assunta in Cielo, custodito nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Ph.: Salvatore Scialpi

IL CULTO DELLA MADONNA DEGLI ANGELI

Il culto della Madonna degli Angeli fu introdotto da San Francesco ed è legato all’apparizione di Maria nella chiesetta della Porziuncola, luogo destinato al nuovo ordine francescano. Secondo la tradizione, mentre Francesco pregava, gli apparve la Madonna con Gesù accompagnata dagli angeli, manifestando l’amore e l’affetto della Vergine e del Figlio per quel luogo.

La visita pastorale di mons. Filomarini, compiuta nel nostro oratorio il 29 agosto 1715, confermò l’istituzione della congregazione di Santa Maria degli Angeli da parte di mons. Montoya, che ne aveva dettato lo statuto. La congregazione riuniva laici appartenenti soprattutto al ceto dei pescatori e dei contadini ed era affiancata dalla presenza di una Confraternita sotto lo stesso titolo.

Testi storici e fonti a cura del confratello Antonio Faita

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Ven.le Confraternita Santa Maria degli Angeli - Gallipoli
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